LA PASSIONE - NONVIOLENZA E PERDONO

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Data di pubblicazione: Gennaio 2013

Libro fondamentale per una fede "adulta", capace di lasciarsi provocare dalle grandi domande e dalle vicende della storia! 

Lettura imprescindibile nel tempo di Quaresima

È da più di un millennio che la tradizione cristiana legge la passione di Gesù con la categoria sacrificale:‘’Cristo ci ha redenti con il suo sangue’’,‘’ci ha liberati dal peccato con la sua morte’’,‘’ha espiato con la sua sofferenza la colpa umana’’,‘’è morto sulla croce per salvare il mondo’’. Espressioni entrate profondamente nel linguaggio teologico, liturgico e catechetico che spesso hanno creato l’immagine di un Dio crudele e violento che, per essere placato nella sua collera, ha mandato a morire il figlio.

In questo libro toccante, disarmante, scritto con la passione della fede cristiana e con la lucidità della intelligenza antropologica moderna (Elmar Salman, dalla prefazione) Carmine Di Sante opera un radicale ripensamento di queste categorie e, alla luce degli studi più recenti, propone una chiave diversa.

“La via della croce è svelamento della nonviolenza quale rifondazione dell’umano. Rispondendo sulla croce alla violenza con la nonviolenza, Gesù ha sottratto alla violenza la pretesa di essere la parola ultima e sovrana dell’umano inaugurando una nuova possibilità: la messa in crisi del principio della forza, della potenza e della guerra con il nuovo principio della fraternità, dell’amicizia e della compassione. Relazione di Pace offerta all’altro incondizionatamente e gratuitamente, indipendentemente dalla sua stessa inimicizia, la fraternità è il senso stesso dell’umano così come istituito da Dio “fin dalle origini”, con la creazione, quando, contemplando ciò che aveva fatto, vide che “tutto era buono”. Ricreazione della creazione, la morte di Gesù in croce è per questo, per il Nuovo testamento, il più grande evento o indeito della storia” ... “Il valore imprescindibile della passione di Gesù nella storia umana alle prese con la fatalità della guerra è il nomos della fraternità che custodisce e grida. Nomos come relazione di pace da offrire all’altro incondizionatamente e gratuitamente dentro l’inimicizia e a prescindere dalla sua inimicizia, perché solo così si interrompe la fatalità della violenza e della guerra e, in un frammento di mondo torna a splendere il disegno creatore o regno di Dio dell’umanità fraterna” (Carmine di Sante)

Come ebbe modo di dire Benedetto XVI, “La nonviolenza per i cristiani non è un mero comportamento tattico, bensì un modo di essere della persona, l’atteggiamento di chi è così convinto dell’amore di Dio e della sua potenza, che non ha paura di affrontare il male con le sole armi dell’amore e della verità. Ecco la novità del Vangelo, che cambia il mondo senza far rumore. Ecco l’eroismo dei ‘piccoli’, che credono nell’amore di Dio e lo diffondono anche a costo della vita” (angelus del 18 febbraio 2007)

Carmine Di Sante ha studiato teologia presso l’Istituto Teologico di Assisi, si è specializzato in Scienze Liturgiche al Pontificio di Sant’Anselmo di Roma e si è laureato in Psicologia all’Università “La Sapienza” di Roma. Ha insegnato all’Istituto Teologico di Assisi e ha lavorato come teologo dal 1980 al 2000 al SIDIC (Service International de Documentation Judéo-Chrétienne) di Roma, un centro fondato dopo il Concilio Vaticano II per promuovere l’applicazione della Dichiarazione conciliare Nostra Aetate 4 e per favorire il dialogo ebraico-cristiano

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